venerdì 26 novembre 2010

Da Amici Miei

Non è uno scherzo: la pizza, da Amici Miei, è davvero buona. Nonostante il nome, che ricorda le burle del Mascetti – Ugo Tognazzi, per chi non ha visto la celebre pellicola – e dei suoi compagni d’avventura, non c’è trucco e non c’è inganno: la pasta della pizza, cotta rigorosamente in un forno a legna, è alta e morbida, e non c’è alcun dubbio che la mozzarella di bufala e la burrata siano davvero tali. Amici Miei è una pizzeria per tutti i gusti, con un menu che soddisfa qualsiasi desiderio gastronomico offrendo antipasti, “sfizi”, primi, secondi, pizze, focacce e tanto altro ancora con un servizio estremamente preciso e veloce a prezzi contenuti.
Per non parlare del carrello dei dolci, fatti in casa, gioia per gli occhi e per il palato di chi vuole concludere la propria cena in bellezza con una zeppola, una pastiera, una meringata con fonduta di cioccolata o un semplice sorbetto.


Pulito, ricercato e sobrio al tempo stesso, il locale si presenta ampio, molto luminoso, dotato di un piano superiore disponibile – fino a esaurimento posti -  anche per chi non ha prenotato. 
Lo stile è minimale, essenziale e ordinato, con una volta in mattoni come soffitto che regala un tocco di antico e rustico alla semplice eleganza di un posto in pieno centro a Torino in cui assaporare un’ottima cena in un contesto raffinato e discreto.

Amici Miei è un ambiente perfetto per qualsiasi cena, di lavoro o privata, in particolare grazie al clima silenzioso e tranquillo adatto ad ogni situazione, anche se un leggero sottofondo musicale, a volume basso, regalerebbe un tocco in più ad un locale che, in ogni caso, di stile dimostra di saperne parecchio. 
“Come se fosse antani anche per lei soltanto in due”, così il buon Mascetti prenoterebbe un tavolo da Amici Miei, in Corso Vittorio Emanuele II 94 a Torino. Rigorosamente con scappellamento a destra.



giovedì 18 novembre 2010

Destinazione Scapa’daca’

Il senso di accoglienza che si avverte varcando la soglia del locale farebbe sentire molto fortunato qualsiasi “fuggiasco” che abbandona per alcune ore la propria dimora per passare una bella serata nel locale giusto. Aperto dal 2003 a pochi metri dal Po, lo Scapa’daca’ vanta una posizione geografica molto favorevole: a pochi passi da Palazzo Nuovo, è la meta perfetta per qualsiasi studente che abbia voglia di rilassarsi dopo un’intensa giornata passata a lezione o di festeggiare un esame superato con successo assieme ai propri compagni di corso. E’ un approdo naturale dopo una passeggiata nel centro storico per chiunque abbia bisogno di godersi un aperitivo con vista su collina nei caldi tramonti estivi, ed è un perfetto punto di partenza per i più temerari che non hanno alcuna voglia di andare a letto presto con l’intenzione di godersi l’alba dai Murazzi del Po.

Il locale è piccolo ma spazioso, dotato di due ambienti studiati ad hoc. Bar e buffet si trovano all’ingresso: una volta fatto il rifornimento di cibo e bevande, ci si sposta nella saletta comunicante da dove, sorseggiando un buon vino o un ottimo cocktail, godendo del piacere delle luci soffuse e della piacevole atmosfera, diventa semplice scacciare le tensioni e lo stress fuori dalla porta d’ingresso. L’aperitivo, dal prezzo decisamente moderato, è servito dalle 19,30 su un accattivante buffet di fronte al bancone del bar e si presenta come una vera e propria cena, fatta di primi piatti di pasta, dai ravioli con burro e salvia agli gnocchi al ragù, e secondi piatti di carne e contorni di verdure.

Ogni tanto ci si sente un po’ osservati da alcune leggende della musica, da Bob Marley a David Bowie, da Jimi Hendrix ai Beatles sulle strisce pedonali di Abbey Road, a cui sono dedicate alcune splendide fotografie appese alle pareti della saletta, proprio accanto al logo di “Torino capitale Europea dei Giovani 2010”. Due parole, “(Y)our time”, che risuonano come uno slogan dal significato molto forte in un’epoca  in cui il tempo da dedicare a sé stessi è ridotto ai minimi termini. Due parole che dovrebbero ricordarci che alcune volte bisognerebbe davvero lasciarsi alle spalle ogni tensione, fermando gli orologi anche solo per una manciata di ore.

    Il rosso è il colore preferito dello Scapa’daca’: le pareti degli interni, il menu, l’insegna dietro il bancone del bar non lasciano dubbi sulle preferenze cromatiche del locale. La musica, sempre a volume moderato, è un sottofondo piacevole e mai fastidioso alle chiacchiere tra amici. La playlist è molto varia e non può non accontentare i gusti di chiunque, passando dalla raffinata elettronica dei Depeche Mode ai ritmi cubani di Buena Vista Social Club. 

Lo Scapa’daca’ è un piccolo rifugio in città, in corso San Maurizio 45/b a Torino, per tutti coloro che, “scappati” da casa, dall’ufficio o dall’aula magna, hanno semplicemente voglia di passare un po’ di tempo, “(Y)our time” in un posto rilassante, con la compagnia giusta, un piatto colmo sul tavolino e un bicchiere in mano. Chi (non) scappa, è perduto.

lunedì 15 novembre 2010

Non solo bagna cauda

Torino merita un’attenzione culinaria degna di nota, sia da parte dei turisti che la scelgono come meta di viaggio, sia da parte degli autoctoni. La cucina piemontese vanta un ricettacolo di specialità regionali infinito ed una serie di luoghi dove gustare un ottimo brasato al Barolo, sorseggiare il miglior Barbera del mondo e terminare la cena con un delizioso bonet. La scelta dei posti, oltre che dei piatti tipici, è vastissima, e, per chi non ama le ricette regionali, o per chi, non conoscendole, vuole andare sul sicuro, una gustosissima pizza è comunque, sempre, assicurata.

La cucina tradizionale si mescola oggi con un panorama multietnico difficile da vedere in qualsiasi altra città italiana. Il gusto orientale che la Torino Barocca già assapora da anni con l’insediamento e il successo delle abitudini culinarie cinesi, thailandesi e vietnamite, si è fortemente consolidato con l’apertura e la diffusione di numerosi ristoranti giapponesi e sushi bar che nulla hanno in comune con i sopra citati, se non, forse, la passione per il riso. L’odore della pioggia che batte sul pavè di cui il centro storico è asfaltato si mischia oggi con quello del kebab che fuoriesce dai tanti chioschetti fioriti in moltissime zone della città. Esiste persino un ristorante siberiano, per chi non vuole piegarsi alle tendenze culinarie del momento ma preferisce lanciarsi in una cena fuori dal comune.

Non dimentichiamoci infine dell’aperitivo, nato più di duecento anni fa proprio a Torino e diffusosi negli ultimi anni, come nelle migliori tradizioni, in tutta Italia.  L’aperitivo ha abbandonato, nel tempo, la forma del semplice drink da sorseggiare dopo una giornata di lavoro, prima della cena, per diventare un vero e proprio pasto serale, con ricchi buffet di stuzzichini da assaltare con gusto, spesso con un sottofondo musicale chillout e, spesso, d’estate, con una splendida vista, a scelta tra collina o montagna a seconda della posizione geografica del locale.

E' ora di mettersi in viaggio, seguendo un itinerario gastronomico senza norme nè regole particolari, seguendo semplicemente i gusti del momento e non dimenticando mai a casa la curiosità. Buon appetito!